RECENSIONE Victoria 1×06

RECENSIONI SERIE TV VICTORIA
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Non posso che aprire la recensione di questa settimana con un’ottima notizia per tutti voi fan che state seguendo Victoria insieme a me: venerdì scorso Itv ha, infatti, ufficialmente rinnovato la serie per una seconda stagione. E quindi ci aspettano all’orizzonte più età vittoriana, più Buckingham Palace, più Victoria e soprattutto più Albert!
La vita della regina Victoria è stata lunghissima e il suo regno è stato protagonista di numerosi cambiamenti ed eventi importanti non solo dal punto di vista storico, ma anche sociale. E in ambito sociale un ruolo fondamentale lo ha giocato il Principe Albert, dando il proprio appoggio a numerose cause pubbliche tra cui l’abolizione della schiavitù.
Proprio la società anti schiavitù gioca un ruolo fondamentale in questo episodio che si intitola The Queen’s Husband e che, come prevedibile, pone grande attenzione sul ruolo che Albert ha acquisito sposando Victoria. Victoria è la donna che ama, ma è anche e soprattutto la regina d’Inghilterra e lui non è re, ma solo principe consorte. Per quanto Albert abbia spesso dimostrato di essere di ampie vedute, agli occhi di un uomo della metà del XIX secolo non doveva essere facile avere un’importanza pubblica minore di quella della moglie e spesso la sua controparte storica reale scrisse nelle proprie lettere che il fatto di essere solo il marito e non il padrone di casa non gli conferiva la corretta dignità che il suo ruolo avrebbe richiesto.
Credo che i creatori di Victoria, grazie anche all’ottima interpretazione di Tom Hughes a cui il ruolo di Albert sembra essere cucito addosso, abbiano reso molto bene il malessere che scaturiva da questa condizione e questo episodio ne è la prova.

Victoria e Albert sono tornati a palazzo dopo la breve luna di miele e la serie ci regala numerosi attimi della loro vita “normale”. Sono stati portati in scena, sempre in modo molto elegante come è consuetudine dei drama britannici, numerosi momenti di intimità e di complicità tra i due, che oltre ad essere molto dolci hanno anche avuto l’opportunità di essere divertenti , grazie agli strani consigli della baronessa Lezhen (non vi spoilererò, la scena vale la pena di essere vista!). Ho apprezzato questo ritratto della componente privata della vita di Victoria perché contribuisce a dipingerla come una giovane innamorata e alla scoperta delle proprie passioni, che spesso scriveva del suo rapporto con Albert nei suoi diari. Tra i vari meriti della serie vi è anche quello di ringiovanire l’idea forse un po’ ingessata di Victoria come vedova imponente e severa.

La vita coniugale non è però tutta rose e fiori e gli obblighi e le  tradizioni di corte cominciano a pesare su Albert. Il problema di Albert non è più l’eccessiva influenza di Lord Melbourne, ormai  ritiratosi a Brocket Hall, ma appunto il suo ruolo. Sono le faccende di tutti i giorni che più acuiscono la sensazione di Albert di essere ingabbiato: la pressione per un erede che Victoria ancora non vuole; la firma dei documenti che non necessitano di essere letti perché lo ha già fatto la regina; le cene in cui Albert dovrebbe entrare al fianco della moglie, la quale invece è accompagnata dallo zio, il Duca di Sussex. Albert è frustrato e giorno dopo giorno gli è sempre più difficile nascondere il proprio disagio dietro lo sguardo malinconico e pensieroso. Nonostante Victoria lo rassicuri che il palazzo (e di conseguenza il regno stesso) è casa sua, lui sente che quello non è il suo posto. Anche questa volta il confidente di Albert è suo fratello Ernest con il quale il rapporto è sempre più profondo. Ernest è sempre pronto a essere presente. È una sicurezza alle insicurezze del fratello.

Ad Albert serve una posizione nella società e l’occasione per riscattarsi gli è offerta dalla Anti-slavery Society: la società chiede l’abolizione della schiavitù in tutti i territori dell’Impero e in quelli esteri in cui ancora è in vigore. Victoria approva e condivide, ma in quanto Regina non può schierarsi apertamente perché ciò la farebbe apparire come a favore di un partito e non imparziale. Non può quindi nemmeno tenere il discorso di apertura dell’incontro della società. Questa è quindi l’occasione che Albert stava aspettando: prende il posto della moglie e tiene il suo primo discorso pubblico in quanto principe consorte.
Fa tenerezza vedere l’impegno e l’attenzione che Albert mette nel preparare il suo discorso e nel pronunciare bene le parole inglesi. In fondo, chiunque abbia mai provato a parlare inglese si sarà imbattuto nella fantastica pronuncia di Leicester che è tutto fuorché “Laisester”, come la pronuncia il nostro bel principe. Albert ci tiene a fare una bella figura, ad essere apprezzato per ciò in cui crede, ad essere accettato dal suo popolo. Egli è genuinamente interessato alle questioni sociali e lo dimostra ancora una volta il modo in cui si rapporta agli altri.
Se nel
quarto episodio era la fiammiferaia, ora è Mr. Barrett, ex schiavo fuggito dalla Virginia, che attira le attenzioni di Albert che lo tratta quasi come un pari e verso il quale lo stesso Mr. Barrett prova un senso di riconoscenza e di rispetto che prescinde dal suo ruolo. È vicinanza spirituale. Dopo un primo breve blocco, Albert porta a termine magnificamente il suo discorso ricevendo l’approvazione non solo di tutta l’assemblea, ma anche di Robert Peel e degli occhi commossi di Mr. Barrett.
Ho apprezzato molto il fatto che la macchina da presa indugiasse sugli occhi emozionati dell’ex schiavo proprio mentre Albert riusciva finalmente a liberarsi dalla sua schiavitù dorata. E questa vittoria è tutta di Albert, come gli ricorda Victoria. Il supporto che i due si danno a vicenda è costante e totale, nonostante spesso siano costretti a scontrarsi con il protocollo e le regole.

Come già ho anticipato prima, il secondo grande filone dell’episodio è stato – come per lo scorso – il profondo affetto che lega i fratelli Saxe-Coburg. Ernest si è ambientato bene a corte e ha cominciato a provare qualcosa per Harriett, Duchessa di Sutherland, che però è sposata e, spaventata da ciò che evidentemente potrebbe provare a sua volta, lo rifiuta. Albert capisce che il fratello, così passionale, potrebbe cacciarsi nei guai e perciò a malincuore lo rimanda in Germania. Ernest, che considera Albert “la sua migliore metà”, sembra essere un Dongiovanni estroverso e disinvolto, ma in realtà ha un cuore tenero e lo ha dimostrato più volte. L’infatuazione per la Duchessa è reale e il suo rifiuto lo ferisce. Il suo sguardo è così triste che tutto ciò che verrebbe voglia di fare è entrare nello schermo per abbracciarlo. L’arrivederci tra i due fratelli è forse il momento più emozionante dell’episodio e anche se sappiamo che di certo Ernest tornerà nella seconda stagione, dire arrivederci a David Oakes dopo aver già detto addio a Rufus Sewell e al suo Lord Melbourne  (ma a tal proposito date un’occhiata a questo tweet, forse non tutto è perduto!) è comunque triste.
E quindi ci uniamo alla richiesta di Ernest al fratello: che si sbrighi a fare un figlio così lui può tornare e fare da padrino! Il rapporto tra i due fratelli è senza dubbio uno degli aspetti della serie meglio riusciti e meglio sviluppati e devo ammettere che mi sono davvero affezionata a questa bella bromance.

Infine c’è movimento anche ai piani bassi di Buckingham Palace e devo dire che finalmente anche le vicende della servitù mi hanno interessata maggiormente. Sarà probabilmente merito della ship che sta salpando all’orizzonte, ovvero quella tra Mrs. Skerrett e il cuoco Francatelli, che un po’ mi sembra un farabutto e un po’ un simpaticone.
Come ho già detto nelle passate recensioni, la storyline della servitù mi sta convincendo meno rispetto a quella principale e la trovo poco amalgamata all’economia generale della serie. Però non ho potuto fare a meno di apprezzare il modo in cui Francatelli si offre di andare a Seven Dials, in quarantena a causa del diffondersi di una violenta febbre, per aiutare Mrs. Skerrett a sincerarsi delle condizioni della cugina e della sua bambina. Quello che ho apprezzato ancora di più è la richiesta di Francatelli in cambio del suo favore. La cameriera di Buckingham Palace non è la vera Eliza Skerrett, ma è sua cugina. Qual è dunque il vero nome della ragazza che lavora al servizio della Regina? Francatelli non vuole null’altro in cambio se non sapere il suo vero nome, che è Nancy. 100 punti a Francatelli! Forse non è poi così malaccio…

A conclusione di questa recensione voglio solo aggiungere altre cose random che ho apprezzato particolarmente qua e là nell’episodio:

  • L’accento: ancora non avevo detto nulla a riguardo, ma dal primo momento in cui Tom Hughes e David Oakes (e con loro tutti gli altri attori britannici che interpretano un ruolo tedesco, ovviamente) hanno aperto bocca ho apprezzato molto il lavoro che hanno fatto sull’accento. Parlano infatti un inglese aspro con un accento tedesco. Potrà sembrare una cosa scontata, ma non lo è. Spesso la verosimiglianza linguistica si perde nei prodotti di finzione, quindi mi piace il fatto che in Victoria invece gli sia dato lo spazio che merita.
  • In una scena all’inizio dell’episodio Ernest sta facendo un ritratto di Harriett. Il disegno inquadrato è proprio opera di David Oakes, che oltre ad essere un ottimo attore è anche un bravissimo artista. Vi consiglio di dare un’occhiata ai suoi lavori perché meritano davvero e alcuni sono proprio ispirati a Victoria e all’età vittoriana.
  • “Cowards die many times before their deaths, the valiants never taste of death but once” ed è con questa citazione dalla scena II dell’atto II del Julius Caesar di Shakespeare che Albert mi conquista definitivamente se già prima non l’aveva fatto!
  • Jenna Coleman e Tom Hughes sono dannatamente belli insieme!

Victoria torna come di consueto domenica prossima con – ahimè – il penultimo episodio, The Engine of Change. Diteci cosa ne pensate di questo e ricordatevi di passare da tutte queste pagine Facebook per essere sempre aggiornati sulla serie e sui suoi protagonisti:  Mr. Tom Hughes, Noi che vogliamo i period drama della BBC sulle reti italiane, Roba da Vittoriani, David Oakes Italia, Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita, Jenna Coleman FansVictoria ItaliaRufus Sewell Italy

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