RECENSIONE American Gothic 1×12-13

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Come un fulmine a ciel sereno, la tempesta si è scatenata in questo season finale di 120 minuti. American Gothic è giunto al suo termine con questa prima stagione, vediamo quindi cosa è successo in dettaglio alla famiglia Hawthorne nella 1×2-13.

Insabbiare è facile, essere scoperti lo è ancora di più.

Sono esterrefatto. Tutta la serie ha preso finalmente ordine, come il tassello mancante di un puzzle, ora si riesce a vedere finalmente il quadro completo. Quando ho iniziare questa serie non pensavo che potesse avere del potenziale e che sopratutto potesse avere una sfumatura diversa da quella malinconica che ci ha accompagnato in tutti questi episodi.

Nella scorsa puntata abbiamo scoperto come mai Garrett era andato via e che la famiglia era sotto minaccia da parte del complice del Killer delle Campanelle d’Argento. A questo punto della situazione Garrett e la madre decidono di collaborare con la polizia per dare una mano con la ricerca dell’identità del KCA e di conseguenza del suo complice. Tutto procede secondo i piani, e i due si giocano la carta del “ti do una mano, ma dammi meno anni di carcere” pur di non finire per troppo tempo dietro le sbarre, o almeno lo si spera.

Dall’altra parte della città Alison si prepara al rush finale delle elezioni, e ritorna una nostra vecchia conoscenza: Naomi, l’ex consigliera di Ali (io ho ancora i miei dubbi sull’esistenza e la veridicità di questo lavoro). A conti fatti, dopo essere stata licenziata, la prossima destinazione di Naomi erano le Hawaii per un nuovo posto di lavoro, ma, la signorina non è mai partita, è sempre stata a Boston, aspettando che si calmassero le acque e ritornare tra le braccia della bella bionda, e devo dire che alla fine ci riesce alla grande. La nostra candidata a sindaco ritrova in casa una delle cose che ha dato l’inizio a tutto: la scatola con le campanelle d’argento della prima puntata. Col cuore in gola e la tristezza negli, Alison si rende conto che quelle campanelle non sono mai scomparse, e che sono state anche utilizzate una seconda volta… dalla madre. Unendo i puntini di questo immenso disegno, una grossa fetta è dedicata a Madeline, che non ha mai avuto problemi nel commettere omicidio (vi ricordate di David Morales mh?). Comunque sia, con la scusa di dover far uscire Garrett di prigione, è stata lei a uccidere la giornalista, Jennifer, utilizzando la figura del complice a suo piacimento. Che gran donna, la voglio anche io una madre così. Nonostante tenti nel manipolare la figlia per non farla andare alla polizia, quest’ultima decide di non starla e sentire e di seguire cosa le dice l’istinto perché sa che se devo spifferare tutto, mette a repentaglio l’intera famiglia (o quello che ne rimane).

Continuano le ricerche per l’identità del KCA, e dopo ore e ore di tentativi, finalmente una lucina si accende nella testolina di Brady: il tatuaggio che ha descritto Garrett porta ad un nome e di conseguenza ad un volto. Quello del killer. Tolto un perno, si deve togliere l’altro: cercare il complice. I vari indizi che spuntano come i germogli nel deserto ci fanno intendere che si tratta di una donna, che si chiama Dara e che è la figlia del killer. Le varie ricerche portano ad un unico intento da parte dei due personaggi; semplice e pura vendetta servita con una campanella sulla scena del crimine. Il killer, di nome John Martin era sposato con una certa Brigid, e che dopo un incidente quest’ultima è morta nelle lenzuola d’ospedale a causa della negligenza dei dottori e sopratutto a causa del loro favoreggiamento verso coloro che facevano donazioni, i ricchi praticamente. Una volta morta, John e sua figlia Dara decidono di vendicarsi, e quindi far partire la “missione” del KCA, uccidendo tutti coloro che avevano la precedenza. Anche se a me sembra un pretesto stupido, è così che funziona il mondo oggi. Tutto chiaro fino a qui, se non che Dara dopo la morte della madre e la scomparsa del padre, scompare anche lei, acquisendo una nuova identità.

Con il dubbio di essere incolpata dalla figlia Madeline decide di usare la tomba di marito come cassaforte e nasconderci un’ingente somma di denaro e un passaporto, per lasciare in eventuale il paese.

Tessa e Cam sono impegnati nella ricerca di Jack, preso senza permesso dalla madre Sophie, lasciando Alison in balia delle onde e poi tra le mani di Naomi. Comunque sia Sophie aveva portato Jack all’acquario, giusto per avere un ultimo ricordo col figlio, causa della custodia totale di Cam.

Mentre Tessa, Garrett, Jack e Cam sono alla festa pre vincita di Ali, Madeline decide di congedare il poliziotto che aveva sotto casa e di ingaggiare una guardia privata, ricevendo poi una visita da parte di Sophie, con l’intento di prendere un paio di foto del figlio. Con tutti che festeggiano, Brady e Cutter si recano sulla tomba di Brigid, alla ricerca di qualche segno per identificare il complice e chiudere la questione. La lapide della signora è spoglia e abbandonata ma è contornata da un bellissimo albero di ciliegio, uguale a quello che ha Sophie tatuato sulla schiena.

Sophie scende le scale, senza la compagnia della guardia (che è morta e stecchita al piano di sopra), con l’intenzione di finire il lavoro, concludere ciò che aveva cominciato il padre. Perché si, Sophie è il complice, Sophie è Dara, Sophie ha usato Cam per infiltrarsi negli Hawthorne e mettere un punto a questa storia. Mentre la nostra piccola vendicatrice lega Madeline alla sedia, Cam entra e sale al piano di sopra non capendo cosa sta realmente succedendo, trovandosi poi il cadavere della guardia ed essere attaccato alle spalle dalla ex moglie che lo ammanetta per finire il suo servizio in santa pace. E ci riesce, nonostante Cam la ferma e si libera, Sophie uccide Madeline Hawthorne, la matriarca della famiglia. Colei che ha dato inizio al tutto.

Tutto quello che succede dopo non ha avuto molto importanza, sono rimasto sconvolto e amareggiato ma felice. Un attimo che faccio chiarezza: la scena è stata montata alla perfezione, pullulava di drama e di angoscia vera e proprio; mentre Madeline moriva, Alison diviene sindaco a tutti gli effetti. Avevo il corpo ricoperto dai brividi.

Gli ultimi due minuti e mezzo ci hanno portati avanti in un salto temporale, dove tutti sono felici e ognuno si è creato la propria famiglia. In questo salto temporale c’è un flashback dove Alison aveva capito prima di tutti che Sophie era il complice, e rancorosa nei confronti della madre, decide di ingaggiarla e per farla pagare per tutto quello che ha fatto, liberando così la famiglia da un peso e da una manipolatrice.

Non sono ancora uscite notizie a riguardo ad una futura seconda stagione, e anche se mi ha iniziato a prendere tardi sono ansioso di vedere cosa succede agli Hawthorne in futuro. Per quanto possa sembrare improbabile in base a ciò che ho detto nelle mie prime recensioni, Alison è diventato del tutto il mio personaggio preferito e sono veramente contento per le decisioni che ha preso, avrei fatto anche io la stessa cosa.

Vi ringrazio per avermi fatto compagnia con la prima stagione di American Gothic, e non mancherà occasione per discutere e in questo caso recensire, altre serie tv.


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