RECENSIONE Mr. Robot 2×03

Mr. Robot RECENSIONI SERIE TV
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Riprendiamo Mr. Robot da dove l’avevamo lasciata, da quel famigerato “Bonsoir Elliot” che esce fuori dalla cornetta del telefono di un Tyrell nascosto in chissà quale misteriosa parte del mondo. La puntata così terminata ci aveva lasciato speranzosi di quei colpi di scena ai quali la serie ci aveva abituati nella stagione precedente, ma gli sceneggiatori decidono molto sadicamente di prolungare la nostra snervante attesa anche per questa puntata.

Mr. Robot

Sostanzialmente è come se si abbia l’impressione che il tempo si sia fermato nel momento in cui Elliot decise di rifugiarsi, o meglio di nascondersi in un mondo esclusivamente analogico fatto di routine, colazioni da fast food e partite di basket. E così come Elliot anche la serie perde quel movimento e quella azione che l’aveva da sempre caratterizzata. Ma è pura apparenza, ciò che infatti si muove è il mondo attorno ad Elliot, fatto di F. Society,  Angela e computer.

Gli sceneggiatori riescono a farci entrare talmente profondamente nella testa di Elliot che anche noi come il protagonista non riusciamo ad accorgerci di quanto siano devastanti i cambiamenti che stanno succedendo in quel piccolo universo costruito in parte da sè stesso e in parte dal suo alter ego Mr. Robot.

La F.society è a pezzi, Romero muore assassinato chissà da chi, e il simpatico hacker grassottello Mobey è impaurito e vuole lasciare la compagnia con la quale stava distruggendo il sistema e stava salvando il mondo, Darlene è troppo bella e piagnucolosa per poter riuscire a reggere qualcosa di così grande come la F. Society. Solo Elliot, o meglio il suo determinato Alter Ego Mr. Robot, può avere le capacità di salvare il mondo.

Mr. Robot

C’è solo un piccolo dettaglio: Elliot è a tutti gli effetti uno schizzato folle in preda ad allucinazioni, alle quali può far fronte solo con overdosi di Adderall, un farmaco/droga che lo rende a tratti socievole, a tratti sorridente e a tratti orrendamente schifoso. Il regista ci regala infatti la visione della scena più vomitevole della serie, in cui assistiamo al forse(?) più formidabile programmatore in circolazione cercare nel proprio “materiale rigurgitato” le pillole di droga appena gentilmente “emesse” davanti alla videocamera del regista. Non scendo in ulteriori dettagli, saranno perfettamente e indelebilmente impressi nella memoria di chi ha visto questa puntata.

Vomiti a parte, gli sceneggiatori compiono un lavoro straordinario e geniale nella loro capacità di catapultarci nella testa di Elliot. C’è poco da fare, noi siamo dentro Elliot, anzi noi siamo Elliot: la testa del protagonista è infatti divisa equamente in 3 parti: Mr. Robot, Elliot vero e infine il suo amico immaginario, noi. E’ sempre stato così, ma adesso , in un momento di così profonda crisi interiore la cosa è più evidente: Elliot cerca il nostro aiuto per riuscire a scappare dalla propria follia. Elliot si rivolge a noi , ci fa domande, ci sgrida, ci ignora. C’è infatti un solo motivo per il quale ci sentiamo veramente attratti da questa serie: ne facciamo parte.

E nel frattempo il mondo intorno al nostro Mr. Robot crolla, l’amministratore della All Safe viene ucciso da uno squilibrato, Angela, la ragazza dal volto angelico che era stata l’unico vero punto di riferimento di Elliot, che sta diventando un personaggio chiave di quella E.Corp che lei stessa odia.

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E’ un universo che sta modificando la propria alchimia per mostrarsi, quando sarà pronto, ad un Wlliot rinnovato in grado di riprendere il proprio obiettivo da dove l’aveva lasciato, chissà se con o contro Tyrell. Sarà in quel momento che esploderà la seconda stagione della serie che tanto amiamo.

Per adesso godiamoci l’ingresso di due nuovi personaggi, una sociopatica roscia che a cui piace masturbarsi e un vedovo a cui piace parlare da solo ad alta voce a colazione.

A cura di
Leo


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