Recensione American Gothic 1×05

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Ritorna l’appuntamento settimanale di American Gothic, quindi ecco la recensione della 1×05!

Insabbiare è facile, essere scoperti lo è ancora di più.

Che dire, ragazzuoli miei, che puntatona. Non è stata piena di grandi avvenimenti, ma inizia a prendere forma e la mappa degli indiziati si allarga sempre di più.

Come principale protagonista di questa puntata abbiamo Cam. Dopo aver fatto abuso di droghe e mentre sta per rifarsi Brady (oooh, il mio detective) lo prende alla sprovvista, e decide di portalo a casa Hawthorne, visto che lui si trovava ancora da Sophie. Qui si aprono le danze: tra un flash back e l’altro vediamo papà Mitchell che importuna Cam riguardo ad un cadavere, e questa cosa fa peggiorare ancora di più le sue allucinazioni dovute alla crisi d’astinenza. In tutto ciò è anche ricercato dalla polizia, perché ora che Gunther è stato scagionato, la colpa ricade su di lui poiché è stata l’ultima persona ad indossare la famosa cintura ritrovata nel primo episodio.

Mentre Garrett alla fine da buca alla sua nuova fiamma/infermeria, Alison viene incastrata da una tizia coi capelli rossi sul posto di lavoro, minacciando lei e la sua bellissima e stupidissima consulente elettorale Naomi di voler spifferare ai quattro venti la loro relazione lesbo/alla 50 Shades of Grey (e qui parte Ellie Goulding – LOVE ME LIKE YOU DO). Per farla stare zitta le regalano un computer e le aumentano lo stipendio. Ah, il materialismo.

Un nuovo personaggio fa la sua apparizione nello show: la madre di Madeline. Viste insieme da 1 km non si direbbe mai che sono madre e figlia, eppure lo sono e come. A quanto pare la signora in questione è un’alcolizzata e secondo il volere del defunto Mr. Hawthorne, non può avvicinarsi alla famiglia (ancora non si sa perché, ma lo si può capire facilmente) e per farla stare zitta ogni mese percepisce una specie di stipendio dalla figlia. Io lo dico, la famiglia è la cosa più bella che ci sia.

Ah, il materialismo (parte 2).

Se la detective Cutter cerca di smascherare questa famiglia e prendere in pugno Cam, Brady continua a lanciarsi frecciatine con la moglie Tessa, chiedendogli gentilmente di poter analizzare una siringa e scagionare il cognato. Ovviamente no. “No, non ti do il mio permesso” testuali parole.

Nei flashback di Cam succede qualcosa di nuovo, aspettate che mi spiego meglio. Gli unici tre indizi fisici di questo Killer delle Campanelle d’Argento erano appunto la scatola di campanelle che poi è scomparsa, la cintura ritrovata nel pilot e la foto di Cam con la suddetta cintura addosso; ora se ne aggiunge un altro: il perno di legno vicino al piolo della scala. Tra le immagini, Cam vede qualcuno che trascina un cadavere (non si sa se è lui, il padre o Garrett) e nello scendere i gradini, un piede sbatte vicino al passamano, sfondando il perno di legno. Pensando che sia soltanto frutto della sua immaginazione, passata la crisi, il nostro fumettista va a controllare, ed effettivamente il supporto è stato riparato e riverniciato. (WTF)

Chi è che trascinava quel corpo? Quando lo scopriremo? Era Cam che trascinava il corpo o stava spiando qualcuno? Che ansia.

La puntata finisce in un modo a parer mio, spettacolare. Stanca di tutto il casino, Tessa dice al marito di analizzare quella famosa siringa, e sì Cam è innocente, ma il test comunque evidenzia una familiarità con i restanti componenti. Uno è innocente (o per lo meno non è un killer) ma i restanti Hawthorne?

Ah, per la cronaca, la sfigata dai capelli rossi alla fine è stata licenziata perché è stata incastrata. Mai fidarsi di qualcuno che ti regala un computer.

E a voi? È piaciuto l’episodio?

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A cura di
Joe