#nostalgiaisback02 – How To Get Away With Murder: perché guardarlo.

#nostalgiaisback How to Get Away With Murder ORIGINALI SERIE TV
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Queste serate estive sono una pacchia e non sapete come impegnarle tutte? Certo, uscire è una grande idea ma bisogna anche prendersi del tempo per sé stessi, in casa, sul divano.
Ed è sempre il momento giusto per iniziare una nuova serie TV.
E Rai Due ha deciso di trasmettere in chiaro ogni venerdì sera un vero gioiellino.

Un nome che non vi sarà sicuramente nuovo, Shonda Rhimes.
Colei che da anni ci dimostra ormai che son le donne a sfornare i migliori gioielli e che, con la sua casa di produzione – Shondaland – ha prodotto ad oggi quelle che sono considerate tra le migliori serie TV degli ultimi tempi (es. l’immortale Grey’s Anatomy.)

Ultima è: How To Get Away With Murder, che letteralmente vuol dire “Come commettere un omicidio e farla franca” ma ingiustamente tradotto in “Le regole del Delitto Perfetto”.

Protagonista è Annalise Keating che, come tutte le protagoniste portate sul piccolo schermo dalla Rhimes è una donna forte e risoluta.
Ed è questo a contraddistinguerla nel suo ruolo di avvocato dove spesso, le azioni che compie per vincere le sue cause, sono più che discutibili.

Annalise Keating è un avvocato senza troppo pelo sullo stomaco, pronta a tutto pur di vincere le sue cause, invischiata in un matrimonio dai contorni foschi, che tiene il corso “How To Get Away With Murder” all’Università di Legge.
Credetemi, non vorreste mai passare un solo secondo nella stessa aula di questa donna.

Ed è qui che parte tutto: come ogni anno sceglierà i cinque migliori studenti che l’accompagneranno nei suoi casi giudiziari: i Keating Five.
Ragazzi ambiziosi, pronti a tutto per il ruolo di miglior studente e per niente candidi che, attraverso l’uso di frequenti flashback porteranno avanti la trama orizzontale della serie.

Tutto, ogni puntata, ogni scena, regalerà un tassello che si andrà poi a incastonare con quanto mostrato in essi: un omicidio di cui i ragazzi sono responsabili – o forse no? 
Inutile provare a fare supposizioni, inutile anche provare a perdere il proprio tempo a cercar di capire chi ha fatto cosa e perché. Per quanto sia inevitabile, s’intende.
A rendere questa serie un capolavoro sono proprio l’imprevedibilità e l’assenza di cliché, oltre che alla magistrale Viola Davis nel ruolo della protagonista.
Questa donna così glaciale e criptica che nelle sue migliaia di sfaccettature o la si ama o la si odia, non vi è alcun intermezzo: ogni sua azione, buona o meno che sia, sembra sempre adita al raggiungimento di qualcosa di più grande. Quasi spaventosa da vedere, come nella tragedia o di fronte alla morte riesca a trovare la lucidità per pensare e “sistemare” le cose.


Da sola nella sua stanza, Annalise Keating piange spesso, si mostra per la donna fragile che è – o forse no? -, ma questa esasperata ed esasperante altalena di emozioni e di atteggiamenti tratteggia un personaggio complesso, sfaccettato, multiforme, che conquista lo spettatore anche quando ricorre a mezzi moralmente ed eticamente discutibili.
Non mancano i colpi di scena, il finale ad effetto che porta a divorare altri episodi come non ci fosse un domani, dei personaggi con delle storyline ben costruite e una trama avvincente.
Cosa volete di più incluso nel pacchetto, un happy meal?

How To Get Away With Murder è un gioiello della serialità televisiva, un capolavoro di quelli che a parole non si può dire.
E al giorno d’oggi, di serie che mostrano la forza delle donne ne abbiamo davvero bisogno.
Non aspettatevi gioie, Shonda Rhimes è famosa per privarne di ogni tipo, ma non ne resterete comunque delusi.
Ogni venerdì sera sul divano.
Non dite che non ve l’avevo detto.

Ovviamente se lo seguirete, fateci sapere cosa ne pensate e continuate a seguirci Bleacheers e ricordate che stiamo cercando membri per entrare nel nostro staff, chi lo sa, magari sarete i prossimi a recensire uno dei nostri show! (trovate tutti i dettagli sulla pagina Facebook).

A cura di
Maica