Recensione American Gothic 1×02

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Eccoci alla seconda recensione di American Gothic!!

Insabbiare è facile, essere scoperti lo è ancora di più. La caccia al Killer delle Campanelle d’Argento (KCA) continua, e i segreti da scovare tra i membri della famiglia Hawthorne sono sempre di più.
Come ci si aspettava dal trailer mandato in onda la settimana scorsa, la puntata è incentrata sul funerale di Mitchell, patriarca della famiglia, morto nel primo episodio (e sappiamo tutti come…), e mi aspettavo una puntata noiosa ma, sinceramente, mi ha fatto cambiare idea, sopratutto per il finale; ma andiamo con ordine.

Dopo aver visto Cam alle prese coi sensi di colpa per aver fatto abuso di sostanze stupefacenti (e di aver parlato con un certo Ricky), e la signora Madeline piangere nella vasca come Violet nella prima stagione di American Horror Story, la puntata si incentra su uno dei punti focali del primo episodio: la favolosa scatola con le campanelle. Tessa e Cam, a differenza del resto della famiglia, non sembrano tanto in lutto per quello che è successo, non versano una lacrima per il loro defunto padre ma gira e rigira, il loro pensiero è quella scatola.

Mentre litigano sotto il capannone, Cam si rende conto che la scatola non c’è più. Come l’ansia addosso che c’hai durante gli esami, si presenta alle loro spalle mamma Hawthorne dicendo che quella scatola e quelle campanelle hanno una spiegazione.

Quale via più facile se non dire ai propri figli che il padre aveva una malattia (demenza) e che le campanelle erano solo dei cimeli, tipo gadget, comprati per la sua passione per i documentari sui killer?

Sì, contaci.

Ma Tessa non abbocca facilmente e, mentre il marito figo, Brady, è alla ricerca del DNA di suo suocero per scarcerarlo da false accuse, Tessa scopre che suo padre non era così malato come dice sua madre, altrimenti chi si metterebbe a giocare a scacchi col giardiniere il giovedì sera? EH?! A quanto pare ecco perché Tessa e Brady sono sposati, si sentono tanto Sherlock & Watson.

Mentre i due fratelli Cam e Tessa sono alla ricerca di questo killer, Alison è in conflitto con Garrett. Non so perché, Garrett può sembrare cattivo, ma, secondo il mio (modesto) parere, è soltanto introverso, nonché ferito e anche molto strano (visto che se magnava i scoiattoli mentre era via).

Diciamo che, dopo un paio di scene particolari, dopo quella semi-lesbo tra Alison e la sua (inutile) consigliera Naomi, e soprattutto dopo quella della signora Hawthorne che, pur di non essere scoperta, ha fatto cremare direttamente il marito, la mia “visione” e il mio modo di guardare AG sono cambiati.

Come un impasto che piano piano si amalgama con tutti gli ingredienti, la stessa cosa sta succedendo alla serie, prendendo forma e profumando (di sporco, in questo caso). Ho notato che sono state inserite colonne sonore più “forti”, più decise, e che le scene non sono più scure come nel primo episodio, hanno un punto di vista più chiaro e vengono tagliate nel momento giusto.

La mia parte preferita? Quando Madeline ha sbattuto in faccia la porta alla signora-di-cui-non-ricordo-il-nome/padrona di Caramel, il gatto al quale Jack aveva tagliato la coda e poi fatta riattaccare.

Che dire, la puntata si è chiusa davvero in bellezza, perché la cintura ritrovata porta alla sbarra un altro componente della famiglia: Cam.

Brady è davvero un ottimo detective, ha una memoria fotografica di ferro.

Ci vediamo settimana prossima con nuovo episodio e nuova recensione e vi ricordiamo di passare dalla nostra pagina Facebook Bleacheers, non dimenticate che stiamo cercando membri per ampliare il nostro staff e, chi lo sa, magari sarete i prossimi a recensire uno dei nostri show! (trovate tutti i dettagli sulla pagina Facebook).

A cura di
Joe