RECENSIONE Chicago Med 1×17

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Ah siamo arrivati alla fine di Chicago Med, ed io non sono psicologicamente pronta al finale della settimana prossima per millemila motivi, primo tra tutti il fatto che se Fire e PD è stato annunciato che faranno piangere, volete dirmi che Med non sarà da meno?
Ma quando mai!
L’episodio mi è piaciuto, molto ma molto meno degli altri, perché ci sono state parecchie cose che mi han fatto storcere il naso, mentre altre, devo dirvi, mi sono piaciute.
Credo che, tirando le somme, sia stata una buona stagione anche se nel finale qualcosa ce la stiamo perdendo per strada, ma affronterò tutto recensione discorrendo.
Cosa ci riserverà la prossima stagione di Med io non lo so ancora, ma credo che 22 episodi, o comunque intorno a questa cifra, sono quelli che servono per sviluppare bene il tutto.
Ma iniziamo.

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Chiariamoci.

Il mio primo vero problema riguarda Will Halstead e tutta la sua situazione in cui si trova, manco Voight ai tempi d’oro è stato maltrattato.
Non trovo il senso dell’accanimento su questo personaggio, sotto ogni aspetto, sia medico che sentimentale.
Quello che mi dà più fastidio è proprio l’aspetto medico, perché non penso che questa puntata Will avesse torto, anzi, trovo che nel suo caso sia stato l’unico a ragionare cinque minuti in più e dare uno sguardo al futuro, e quando fa in azione giusta cosa succede?
Tutti gli remano contro… E allora ditelo che non lo volete più allo Chicago Med e risolviamola subito, così io mi metto l’anima in pace e sono a posto.
Non so che intenzioni abbia il nostro rosso, ma mi auguro che resti, no perché mi aspetterei davvero di tutto.
A noi Will Halstead serve a Chicago!

L’altro aspetto che mi sta piacendo poco coinvolge inevitabilmente un altro personaggio, ossia Natalie Manning.
Sappiate che come si sta gestendo questa cosa mi piace poco, perché avrei preferito di gran lunga un rapporto stile Dawsey o Linstead, che si c’è stato dall’inizio ma è stato un crescere, che un rapporto del genere, alimentato le prime puntate, acceso con un bacio e poi completamente abbandonato a se stesso, oscurando anche l’amicizia, cosa che nelle altre due ship, non è mai venuta a mancare.
Mai.
Per quanto riguarda Natalie, beh, sarò crudele, senza cuore e tutto quel che volete, ma credo sia arrivato il momento di andare avanti, perché se ci è riuscita Meredith, ci possono riuscire tutti.
Insomma, ha un figlio a cui pensare ed è l’unico genitore che questo bambino ha, Nat non può certo permettersi di lasciarsi andare, come oggi, per di più per una fede, credo che i ricordi abbiano più valore, ma mio punto di vista.

La Reese è la ragazza che regala più gioie tra tutti, anche perché al momento mi mette un sacco allegria.
Da leggerezza all’episodio che, se fosse soltanto fatto di problemi, sarebbe uno strazio totale. Credo che questo sia l’esempio lampante che, un buono sviluppo e una buona crescita possano migliorare di gran lunga le sorti di un personaggio che, devo ammetterlo, all’inizio di Chicago Med davo per condannato, con una sentenza grossa come una casa sulla testa, ma si sa, il tempo serve anche a far cambiare idea alle persone..

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Trovo che il duo Reese- Dr.Charles, sia, a dire il vero, la cosa più geniale di questa situazione, perchè si affianca l’inesperienza di una ragazzina, e forse anche un po’ di ingenuità, all’esperienza dello psichiatra che, proprio grazie al suo lavoro, riesce ad interpretare le situazioni in una chiave più giusta, basta considerare il caso della settimana… Chi andrebbe mai più a pensare che due vecchiette, a cui poverine manca qualche giorno, si siano prese una malattia come la gonorrea?

Ecco, ho trovato carino anche questo punto, ossia accennare alle malattie di questo genere in una chiave un po’ autoironica, anche perchè non c’è sempre bisogno di costruir drammi per portare alla ribalta un argomento… Insomma, bravi bravi.

Anche il Dr. Choi, nel suo piccolo, mi sta piacendo, insomma, ha iniziato a fare il suo, ride un po’ di più, fa cose quasi sensate… La prossima stagione può essere la sua, ma ad oggi, se proprio dovessi esprimere un giudizio, lo promuoverei col sei scarso, soltanto per quest’ultima parte, sennò saremmo rovinati. (Facciamo tutti ciao con la manina a quell’essere odioso di Amanda Waller, ci rivediamo magari la prossima stagione eh…)

 Altra cosa che mi sta piacendo, anche qui, contro ogni previsione è il rapporto tra Downey e Rhodes.

So che mi sono sempre espressa male su questo, ma mettendo da parte il mio odio iniziale nei confronti del primo e guardando le cose oggettivamente parlando, credo proprio che tra i due si sia venuto a creare un rapporto non più basato sulla semplice stima, ma anche su una sorta di amicizia, forse dovuta anche alla vicinanza di Rhodes al collega, durante la malattia. (La bromance top resta comunque quella tra Will e Connor.)

Credo che finalmente Downey si fidi a sufficienza del collega, tanto da lasciargli completa via libera al complicarsi dell’intervento, e avendo un minimo imparato a conoscere il dottore in questione, credo sia un enorme dimostrazione di stima. Sul caso preferisco non esprimermi, forse perchè sulle questioni religiose, di qualsiasi religione, sono la meno adatta a dare pareri, ma sappiate che quello che ha detto Connor, rispetta in parte il mio pensiero.

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Colin quando sei piccino

April non la commento nemmeno, ha passato diciassette episodi a far la comparsa ed ora vuole far la paladina? Scusatemi, ma proprio non la concepisco come cosa, tantomeno poi il gesto della Goodwin che, questa puntata, mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca.

Un saluto alle affiliate! One Chicago Italia Chicago Med Italia Chicago Fire e Chicago P.D. Italia  Will & Natalie Italia. Telefilm Dipendenti Rhodestead – Dr. Rhodes & Dr. Halstead

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A cura di
Sara