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RECENSIONE Shadowhunters 1×11

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Io ve lo avevo detto di non credere per mezzo istante che quello fosse Michael Wayland!
Ma prima di parlare di questo, torniamo a noi..

Previously, on Everyone Loves Alec Lightwood: siamo rimasti con Jace e Clary di fronte a un guarda caso Michael Wayland. Uno di quelli improbabili che becchi a Chi l’ha visto: uno di quelli che viene ritrovato dopo undici anni.
Inutile dire che ho passato l’intera puntata con una palpebra un po’ più calata dell’altra a pensare: “Ora si rivela. Toh, guarda, il padre di Jace che si spaccia per il padre di Jace. Valentine, ma se puoi farti crescere i capelli così velocemente.. cosa stai aspettando?”

Questo non deriva dal fatto che io abbia letto o meno i libri, perché questa cosa neanche accade nei libri.
E’ che hanno sostanzialmente messo poca suspense. L’argomento è stato trattato superficialmente come se dovesse essere scontato dal primo istante che quello era Valentine. E così è stato!
Povero Jace che ha creduto per un po’ di aver ritrovato suo padre.
Cosa che ha sostanzialmente fatto.
Ma non come credeva lui.
Che confusione.
Il Michael Wayland che è stato per undici anni rinchiuso nell’armadietto che neanche i peggio bulli dei licei Americani, lo stesso Michael Waylan al quale per undici anni sono stati fatto esperimenti, si alza con prontezza per soccorrere il figlio che per poco non ci rimane secco. Clary e Valen… Micheal, portano Jace al Lupo di Giada dove un tenero Simon ancora alle prese con dei classici problemi da vampiro, si allena a mangiare con nonchalance il sangue in pubblico.
Luke riconosce subito Michael e, stavo aspettando questo momento. Veder raffiorare i rapporti tra personaggi del circolo è qualcosa che ho sempre voluto vedere.
Insieme capiscono che per aiutare Jace serve del sangue, quindi Clary e Simon si propongono per andarne a prendere un po’ all’Hotel Dumort.
Con la luce del sole.
Simon, nascosto sotto una coperta.
Sbaglio o nel secondo libro fanno una tragedia che neanche Shakespeare perché Simon è nel furgone, sotto una coperta, e sta per sorgere il sole?
Da quando le coperte fanno da antiriflettente?
Io ho seriamente bisogno di Adam Kadmon per recensire questa serie.
All’Hotel Dumort riescono a convincere Raphael e, in modo super trash che più trash non si può, questo apre un meccanismo dietro a un quadro dove sono contenuti tantissimi flaconi con del sangue sotto catalogati in base al gruppo sanguigno.
Un po’ come nella CIA.
Ma i vampiri dove sono? Possibile che in questo Hotel ci sia solo Raphael? Possibile che la casa dei vampiri debba essere così… al neon?
Tralasciamo.

All’istituto Alec si batte ancora per sua sorella, Isabelle, in quella che sembra essere una battaglia contro il tempo. Non ribadisco che loro due sono una delle cose più belle di questa serie da troppe recensioni.
Ora capisco anche perché nelle prime puntate hanno esagerato nel rappresentare Izzy come quasi una mezza sciacquetta: per rendere di più il cambiamento. O meglio, per rendere di più la parte di Isabelle nascosta. A noi questa Izzy piace.
Risoluta, determinata, una donna d’onore che sa farsi valere. Una donna che non ha bisogno di essere salvata, se la cava benissimo già da sola.
E, una donna che ammazza demoni sui tacchi a spillo da almeno 20 centimetri ditemi se non è da ammirare!
Alec si trova davanti a una difficilissima scelta: il Parabatai/pseudo fratello, o sua sorella? Inutile dire che pur di salvare Izzy si trova costretto a fare una capatina a casa di Magnus.
Imbarazzante.
Eppure è stato il minuto più intenso della puntata. Voglio dire, Jace e Clary hanno scoperto di essere fratello e sorella?
Direi che le allusioni di Magnus sono decisamente più importanti.
Harry Shum Jr non finirà mai di stupirmi. Che siano due ore un minuto o dieci secondi, in ogni sua scena la tensione è alle stelle. Divento schizofrenica.
Un po’ come quelle mamme in spiaggia, con il libro di 50 sfumature in mano, che se le tocchi saltano in aria perché si sentono un po’ in colpa e un po’ sgamate.
Idem.
Però io non risponderei delle mie azioni.
Possibile che la mia attenzione non è mai concentrata sui due protagonisti e le loro avventure, ma sul trio Lightwood – Bane?
O sono sbagliata io, o gli autori si sono scordati che Clary Adele Fray era la protagonista della vicenda.
Voglio dire, è giusto che si dia a tutti lo stesso spazio, ma per l’amor di Dio sviluppate meglio la storyline di quei due incestuosi per favore.
Tornando a casa Bane, Alec chiede a Magnus di fare da avvocato –COSA? – alla sorella, ora che all’istituto è arrivata l’inquisitrice Herondale che pare aver intenzione di fare il mazzo a tutti. Il prezzo da pagare? Sé stesso.
Con una grande forza di volontà non accetta.

Siamo passati da Alec con le convulsioni per l’imbarazzo a un Alec che alza gli occhi al cielo di fronte allo stregone.
Alla fine il prezzo diventa arco e frecce e siamo tutti d’accordo. Magnus aiuta Isabelle di fronte alla corte anche se, pare sappia cavarsela benissimo da sola.
Quel che non ci aspettiamo è che sia Lydia a salvarla dalla situazione, con delle parole molto dolci la scagiona dall’accusa scatenando l’ira dell’Inquisitrice che promette di privare ugualmente Izzy delle sue rune se non avrà la coppa entro 24 ore.
Ma a noi che c’importa, quando abbiamo il trio Lightwood – Bane che festeggia?

In un futuro voglio vedere taante scene di famiglia cari autori.


Torniamo da Clary e Jace. Non so dove li avevamo lasciati ma so sicuramente dove li ritroviamo. Io vi dico di stare calmi intanto perché sangue chiama sangue e così vi trasmettete la mononucleosi.
Queste cose lasciamole ai Lannister.
Pensate più che altro a una strategia valida per trovare Valentine, ora che Valentine vi ha detto che potrete trovare Valentine a Renwick, Valentine.
Jace ormai è una cilecca vivente anche se nel telefilm non lo hanno mai fatto apparire come il vero guerriero che è, quindi questa nuova debolezza causa Clary noi non la vediamo.
E pensare che ora si ammoscerà fino all’ultima stagione e noi non abbiamo neanche avuto l’onore di godercelo come il presuntuoso stronzetto che è.
Per farsi valere decide di andare in missione a Renwick per aiutare Clary a salvare mamma Jocelyn. Clary ormai sembra aver trovato una grande affinità con la coppa. Non ho ben capito questa strategia ma pare che se le gridi contro lei realizza i tuoi desideri.

Ad averla trovata prima Di Caprio a quest’ora avrebbe dodici Oscar.
La puzza sotto al naso di Clary ha prodotto i suoi frutti, finalmente. Indovinate un po’ chi è Valentine? Michele Wayland, esatto! Che se conoscesse sua figlia saprebbe che non gli avrebbe mai dato la vera coppa ma.. una tazza con su scritto: “Al miglior papà del mondo.”
Mi pare più che lecito.
Jace non riesce a trovare il coraggio di uccidere il padre, cosa che invece Clary avrebbe fatto senza alcun problema. Questo sarà l’inizio della depressione senza fine di Jace, che dura all’incirca cinque libri e mezzo.

Jocelyn l’abbiamo trovata.
La coppa non ci serve più.
Finalmente possiamo scagionare la nostra adorata Isabelle Lightwood.
I nostri Parabatai di fare la pace non ne hanno la minima voglia. Alec si ricorda anche di rinfacciare a Jace alcune cose poco carine come: “Ora devo andare. A dire a mia sorella che ha un futuro.”
E i fratelli Morgenstern boh.
Jace è disperato. Clary è Clary. Clary è sorda, mi sa che non lo ha sentito che sono fratelli. Non pare porsi minimamente il problema. E non pare sia capace di fare 2 + 2 e ricollegare Jace alla scatoletta di Jocelyn contenenti una scarpetta da bambino e le iniziali J. C.

I fratelli Lightwood li surclassano in una scenetta che mi ha riempita di gioia: Izzy torna a sorridere! Una radiosa ragazza si butta a capofitto tra le braccia del fratello che SORRIDE.
Ripeto, Alec Gideon Lightwood ha SORRISO.

Neanche i libri mi hanno fatto mai apprezzare così tanto il loro rapporto.
Adesso ad Alec manca solo Magnus. Lo sappiamo che ce la puoi fare Alec, quel povero Cristo ha perso le speranze. Non sa più neanche lui come fermare quel matrimonio, come far capire che ad Alec che non è quello che intendeva quando gli ha suggerito di seguire il suo cuire.
Che il suo cuore non deve essere collegato alla legge.
Per la rubrica Harry Shum Jr. how dare you, ripeto che Harry non finisce mai di stupirmi.
E di farmi piangere.
Stilare una classifica delle mie scene preferite di questa puntata è difficile, però so che al primo posto ci va senz’altro questa.


Alec saltagli addosso e poi vai a fare la pace con quel depresso di tuo fratello.
Però stavolta voglio spezzare una lancia a favore di Jace. Ha perso Clary. Ha perso di nuovo suo padre. Ha perso i Lightwood che l’hanno cresciuto e sono stati la sua famiglia.
Ha perso sé stesso. Ora smettetela tutti di essere così duri con lui perché c’è già lui stesso ad essere tremendamente autocritico.

A fine puntata, a darci una gioia, c’è Simon.
Simon è il nostro regala gioie, il nostro sorriso. Inizialmente è lì afflitto a dire a Luke di quanto fosse innamorato una volta di questa ragazza che lo ha miseramente friendzonato, poi Zio Luke gli regala un’immensa gioia.
Perché zio Luke sa.
Zio Luke osserva.
E gli dice di Jace e Clary, proprio subito prima che Simon vada via, dandogli speranza.
E io amo queste scenette che gli autori ci regalano tra Simon e Luke perché sono l’esempio di come tra Nascosti ci si possa voler bene e perché Luke è ormai l’unica figura genitoriale che Simon potrà mai avere. Un po’ come il faro pronto a guidarlo verso la giusta parte. E questo è profondamente triste e bello allo stesso tempo.


Non possono, Simon. Ma ciò non significa che non ci proveranno.
Con ciò concludiamo questa recensione più lunga del solito, perché se mi dilungo parto con le teorie sul prossimo episodio che sto aspettando da ancor prima di vedere il Pilot.

Grazie per essere arrivati fin qui, Nephilim.

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A cura di
Maica


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