RECENSIONE Chicago PD 3×16

Chicago P.D. RECENSIONI SERIE TV
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Siamo giunti alla 3×16 di Chicago PD e quello che ho da dire come prima cosa è: ancora una puntata incentrata sul caso.
Non fraintendetemi, io amo Chicago PD ma non è il caso di infilarci qualche storyline ogni tanto?
Dick, te la butto lì: un Atwater che si fa una vita oltre a placcare le persone, manco si trovasse costantemente sulla linea di difesa? Alvin che rivede la figlia e la moglie e che magari lega ancora di più con Michelle? Un po’ di Burgess? Un po’ di Linstead? Mouse??
Io davvero non capisco. Abbiamo così tanti personaggi da sviluppare eppure preferiamo dare spazio al caso, che per quanto intrigante mette in secondo piano tutti i componenti del team e del distretto.
Il caso: ecco, diciamo che magari possiamo semplificare di più le cose? Può anche essere che io sia un po’ tarda, ma credetemi, non è la prima volta che devo tornare indietro a rivedere alcuni pezzi per capire i vari collegamenti… secondo me non va bene.
Poi per carità i casi sono verosimili e curati ma, di nuovo, il tutto deve scorrere liscio e in maniera più ordinata (?).
Ma detto questo, parliamo dell’episodio passo dopo passo.
Quando un bambino viene ritrovato morto, la squadra si attiva per cercare il colpevole. Sappiamo benissimo l’effetto che sortisce una cosa simile sul team di Voight. Purtroppo l’abbiamo imparato perché Noah è solo l’ultimo dei bambini uccisi nel corso delle puntate di Chicago PD e sappiamo bene che la stessa Chicago non è estranea a situazioni come queste.
E’ uno di quei casi che obbligatoriamente devono essere risolti, come cita il titolo della stessa puntata.
Ammetto che la scena in cui i genitori riconoscono il bambino è stata straziante: il pianto disperato della madre che si regge a Linstead e lo sguardo di Erin e di Voight non mi hanno aiutato a non lasciarmi andare, anzi.


Questa è una delle cose di cui si deve dare atto a Wolf e al suo cast: loro le lacrime quando vogliono sanno come fartele scendere.
Comunque sia, le indagini ruotano intorno alle gang di strada, di cui una volta il padre di Noah faceva parte. La madre, infatti, in preda al dolore, ha accusato lui dell’omicidio e il team è partito da lì. Già, anche io ho fatto lo stesso sguardo di Erin.


Ogni membro della squadra prende a cuore questa faccenda e nessuno si risparmia, iniziando ad indagare e fare domande.
Tutto sembra poco chiaro,lo zio del bambino sembra essere invischiato in qualcosa, il padre si continua a dire innocente… nessuno vuole parlare.
Fino a quando una ragazzina rivela ad Erin di aver ascoltato una conversazione tra il fratello e un altro ragazzo.
L’omicidio di Noah era un atto di vendetta in piena regola: dopo lo stupro della sorella, questo ragazzo ha deciso di pareggiare i conti facendo del male al bambino del suo stupratore.
Peccato che non fosse lo stesso John quella persona. Il padre del bambino faceva sì parte di una gang, qualche anno prima ma era effettivamente innocente. Sembra assurdo ma alla fine si tratta di un caso di omonimia.
Molto intensa la scena tra Alvin e lo zio di Noah. Dopo aver scoperto tutto voleva farsi giustizia da solo ma Alvin gliel’ha impedito, facendolo poi scappare senza che avesse così delle ripercussioni.

E una volta preso il colpevole Voight l’ha affrontato… o meglio, Antonio l’ha affrontato.
Antonio in questa puntata è stato forse la persona più fragile.
Incredibile vedere un uomo grande e grosso perdere la testa ma lo sappiamo che quando c’entrano i bambini lui non ci vede più.
C’è voluto Jay a tirarlo via dalla sala interrogatori! E sì, mi sorprende che Hank non abbia picchiato a sangue quel teppistello, quando ha detto di aver fatto uccidere Noah dal fratello 12enne, perché imparasse il mestiere. Soprattutto con quella faccia tosta.
Mi è piaciuto molto che alla fine i genitori del bambino si siano avvicinati ed è stata molto bella la scena della veglia. Ci voleva e mi è piaciuta parecchio, soprattutto per la partecipazione straordinaria di Boden, direttamente dalla caserma 51.


Tornando un momento ad Antonio, finalmente abbiamo rivisto qualcuno della sua famiglia. Non ho mai mandato giù il fatto che abbia divorziato dalla moglie, secondo me erano bellissimi insieme. Dick, che mi combini?
Lo vedo davvero come un uomo solo adesso e non mi piace. Questo caso sicuramente lo ha fatto riflettere sul rapporto con suo figlio Diego, con cui alla fine ha risolto dopo il litigio avuto la mattina. Ci vorrebbero di più scene così!
Adesso tocca ad Alvin, Dick! Coraggio muoviti!
Ancora niente Linstead, niente Burgess, niente Platt in versione wedding planner, niente Mouse, niente Atwater, che stavolta ha solamente fatto due parole con il padre del bambino. Ma che vita fa quest’uomo?
E Jay???? Sta fumando Marijuana tra un caso e l’altro????? Forse si!

Cioè… vi prego ridatemi un po’ di storyline.
E con questo chiudo e vi avviso che nella prossima puntata forse vedremo qualcosa riguardo a Jay…. Date un’occhiata al promo…!

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A cura di
Denise