RECENSIONE Lucifer 1×03

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Io seriamente, non capisco che problema abbiano gli americani con Lucifer.
È una serie, secondo me, abbastanza nuova e fresca, nonostante alcuni clichè che si trovano un po’ ovunque, ed è anche fatta bene, con attori decisamente presentabili e una buona trama, quindi perché è poco seguita?
Proprio per esperienza personale vi dico che ci sono serie che sono trash puro e sopravvivono degli anni, mentre questa al momento è solo un gran calare, e lo dico con dispiacere perché penso appunto che sia un buon prodotto, che potrebbe avere sviluppi interessanti, ah cari americani, chi vi capisce è bravo.

Detto ciò, eccoci al terzo episodio! Non è stato un brutto episodio nel complesso anche se la domanda che credo mi sorga spontaneo fare è se l’ufficio casting ricicli le comparse messe e malamente uccise in The Vampire Diaries da Julie Plec, perché se nella prima puntata c’era Kayla Ewell, questa ci siamo vinti Jody Lyn O’Keefe nei panni di una mezza punk coi capelli cotonati, ma ne parleremo più avanti.

Lucifer

Stavolta non aprirò le danze con il mio caro Lucifer Morningstar ma con un personaggio che la prima puntata avevo malamente stroncato, ossia Maze.

Questa donna è ufficialmente la mia seconda preferita, il suo sadismo mi fa sentire una bimba al parcogiochi (ripeto, non sono pericolosa), ma una sana dose di cattiveria concentrata in una donna è sempre un piacere per gli occhi. La voglia di tortura che manca a Lucifer, la determinazione nel far male e nel punire chi fa cose sbagliate, metteteci anche un po’ di follia… beh, ecco a voi il braccio destro (o sinistro?) del nostro diavolo, braccio destro che probabilmente è l’ultima connessione con l’inferno, l’ultima parte di male rimasta.
Perché alla fine credo che Maze rappresenti proprio il male, ed io la adoro.

Altro personaggio che avevo malamente stroncato è la psicologa Linda, che ahimè continuo a mal sopportare.
Più che altro, non ci trovo una funzione.
O meglio, ha una funzione nei nostri confronti, perché lei scioglie agli occhi del telespettatore la matassa che il protagonista mette in primo piano, arrivando a sciogliere nodi di una personalità ben contorta, quindi devo darle almeno il merito di essere una brava psicologa, ma per il resto, la trovo inutile, serve soltanto a scaldare il letto di Lucifer quando va in carenza di esseri femminili, che poi come faccia a stare con lei quando a fianco ha due donne come Maze e Chloe, a me resta ancora un mistero.
Probabilmente questa donna non mi ha fatto nulla nello specifico, ma io e le psicologhe bionde di psicopatici seriali non andiamo d’accordo. (Si, riferimento voluto a Cami di The Originals.)
Questa settimana in compenso, siamo stati deliziati dall’assenza del pennuto inquietante, sì lo chiamerò così, il nome è troppo complicato, e questo può soltanto giovare alla pazienza nostra e a quella di Lucifer.

Lucifer

Lucifer che oggi è alle prese con un suo sosia, pure parecchio brutto, non me ne voglia nessuno, e pure un po’ pirla.

Consiglio da amica: la prossima volta che rubi l’identità a qualcuno, comprando robe strane e piangendo dopo aver giaciuto (che finezza signori) con una donna, assicurati di non rubare l’identità del signore dell’inferno, solo per la tua incolumità, mica per altro, almeno che tu non voglia conoscere il padre dell’uomo in questione, lì allora è un altro discorso.
Odio il nuovo attore che interpreta Dan.
Già Dan è odioso di suo, in più questo nuovo attore me lo fa odiare ancora di più, non so assolutamente il motivo però.
Da un lato manifesta nei confronti di Lucifer un odio mischiato ad un minimo di ironia, dall’altro non saprei, forse sarà l’espressione? Due episodi forse sono un po’ pochi per capire cos’abbia questo attore che non mi va a genio, ma prometto che non appena lo scopro ve lo farò sapere.
Anche se ho il dubbio esistenziale che siano gli occhi azzurri, ma andiamo avanti, anche perché ho notato di aver praticamente scritto la recensione al contrario, probabilmente concluderò con “Bentornati!”, ma fa nulla.

Lucifer

Parliamo di lui invece, Lucifer Morningstar.
Io amo il suo personaggio, amo l’attore, amo l’accento british, amo lui. La cosa che però amo in assoluto più di tutte è il relazionarsi con Chloe ed il suo essere ancora soggetto a scatti di cattiveria.
Lucifer ha bisogno di ritrovare un equilibrio sulla terra, un equilibro che per forza di cose comprende un bilanciamento tra bene e male estremo, dove lui tende a sfociare nei momenti di furia cieca, come quando lancia l’assassino di turno un continente più in là di dove si trovava inizialmente, ma è anche bello vedere come questa rabbia si spenga non appena gli si palesa davanti Chloe.
Questi due stanno creando una connessione che se dal lato maschile è piuttosto palese, da quello femminile è parecchio velata.
Chloe vede in Lucifer un gran mistero da risolvere, nonostante abbia le soluzioni sotto mano.
Chloe non si fida, ma nel contempo si fida.
Mi spiego, se da un lato cerca di capire cosa succeda nella testa del protagonista, dall’altro lo lascia, seppur riluttante, collaborare con lei e immischiarsi in un caso della polizia, quindi seppur un minimo, si fida.
E io voglio almeno un bacio tra i due, eddai.
Ah e per chi non lo sapesse, la ship è comandata da Captain Trixie, che amore di bambina.
Ho notato una cosa, o forse è la stanchezza che mi fa vedere unicorni, ma non ci sono sempre casi in cui è coinvolta Hollywood, con tutti i suoi vizi e i suoi difetti, perché non è tutt’oro quel che luccica, o almeno, è quello che io ho captato in queste tre puntate.
Vi saluto ricordandovi che la Risolutrice coi capelli cotonati è tra noi.

Alla prossima, Passate da Bleacheers e salutiamo la nostra affiliata Lucifer Italia !

A cura di
Sara