RECENSIONE Supergirl 1×01

RECENSIONI Supergirl
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I supereroi, si sa, non annoiano mai e più li vediamo, più il nostro amore cresce.
Stavolta a doversi far amare è Supergirl, la nuova supereroina della CBS.

Questa prima puntata è iniziata con Kara Zor-El, la protagonista, che racconta la sua storia, ovvero quello che è accaduto ventiquattro anni prima al suo pianeta e il perché fosse stata mandata sulla terra.
Vediamo una Kara tredicenne che dice addio ai suoi genitori per poter raggiungere la terra e prendersi cura di suo cugino.

Le cose però non sono andate esattamente come loro si aspettavano perché l’implosione di Krypton, ha mandato la capsula di Kara nella zona fantasma, un luogo dello spazio dove il tempo non scorre e quindi Kara è riuscita a raggiungere il cugino solo quando lui era ormai grande e noto come Superman!

E fin qui già mi è piaciuta perché un po’ di storia ci vuole sempre.
Arriviamo, poi, finalmente alla grande Kara, quella che fa l’assistente in un giornale di National City.
E, con lei, arriva subito la friendzone, che non manca mai; un suo collega di lavoro, Winn, le chiede di uscire e lei gli dice subito: “Io non posso. Ho un appuntamento” e la faccia di Winn ce la ricordiamo tutti.
Poco dopo arriva lei, l’unica e sola, Calista Flockhart che interpreta il capo ovvero “la donna più potente di National City”.
Dire che ho amato la sua entrata da grande boss è dire poco.
Cosa che però non ho amato molto è come, subito dopo essere entrata, ha trattato Kara, ma c’è anche da dire che è normale poiché tutti i grandi capi fanno così.
Kara incontra poi “il nuovo arrivato” e la sua reazione, più interna che esterna e per tutto il tempo che ci parla, è questa:

E non le si può dare torto perché è un gran bel ragazzo, ma passiamo oltre.
Ci viene presentata anche sua sorella, Alex, e come non poteva non essere presente? Sarà proprio la sorella a dire una frase a doppio senso, anche se non lo ha fatto apposta: “quando hai un dubbio, scegli il blu è il tuo colore” e infatti la tuta di Supergirl è per metà blu.
Solo io ho notato questo doppio senso? Per favore ditemi che non sono l’unica così nerd!

Alex deve partire, ma l’aereo inizia a prendere fuoco e qui Kara non riesce a stare ferma e deve fare qualcosa quindi, finalmente, tira fuori l’eroina che è in lei.

Non viene ripagata però molto bene perché la sorella stessa la sgrida per essersi mostrata ed anche i telegiornali la accusano di aver distrutto il ponte e qui mi sono chiesta come Kara possa dire solo un “what?” e aggiungere che non è facile pilotare un aereo solo con le proprie spalle perché io avrei fatto di peggio.
Insomma salva la vita di tante persone senza fare del male a nessuno e vi lamentate di due graffietti sul ponte?
E agli Avengers ( sì lo so siamo in terra nemica ), allora cosa bisogna dire visto che ogni volta distruggono mezza città?
Forse questa è una domanda che non avrà mai risposta.

Il giorno seguente Kara rivela a Winn di essere lei, la ragazza che ha salvato l’aeroplano che, poco prima, James ha definito divertente perché fu la stessa cosa che fece Superman per farsi conoscere.
Winn la aiuta a crearsi un costume e alla fine trovano quello giusto con tanto di marchio tale e quale a quello di Superman solo che, come Kara gli fa notare, non è la S di Super, ma è “lo stemma araldico della mia famiglia”, ovvero “il casato El”.

Purtroppo però i sorrisi sono finiti perché Kara scopre la verità su sua sorella Alex ovvero che fa parte della DEO, il dipartimento delle operazioni extranormali.
Lì scopre anche che sapevano già tutti di lei e che la tenevano d’occhio da quando è arrivata tant’è che hanno conservato la sua navicella. Inoltre viene praticamente accusata di essere la causa di tutti i mali che stanno accadendo, in quanto quando è arrivata sulla terra ha portato con sé anche Fort Ros, la prigione aliena, e ha quindi liberato tutti i prigionieri.

Ma francamente, almeno secondo il mio punto di vista, come fa ad essere colpa sua? Non ha certo deciso lei di essere catapultata nella zona fantasma e di portarsi dietro tutti quei detenuti. Aveva tredici anni e non penso che, pur avendone la possibilità, avrebbe mai deciso di fare una cosa simile.

Insomma da quando si è rivelata, o forse anche da prima, non ha ricevuto proprio l’accoglienza che pensava di meritare.

La scena successiva è la prima delle due che mi sono piaciute più di tutte ed è quella nella quale Cat Grant le fa una bella lezione sul significato di “ragazza” perché penso sia una bella lezione per tutte noi e non solo per Kara in quanto che la chiami “donna”, “ragazza” o “femmina”, avrà sempre la stessa importanza.
Qui però si va a parlare di un altro argomento e quindi direi di finirla qui dicendo che stavolta, pur avendo sempre usato quel suo modo un po’ saccente e presuntuoso, Cat ci è piaciuta molto.

La seconda scena preferita di questo pilot è sicuramente quella in cui Alex mostra il messaggio di Alura, la mamma di Kara, proprio a quest’ultima.
Qui i lacrimoni, per un‘emotiva come me, sono scesi senza sosta.

E salutiamo questa prima puntata con due scene finali molto intense. La prima vede James rivelare a Kara che suo cugino voleva che lei fosse un’eroina proprio come lo è lui e gli consegna un pacco da parte sua, il quale contiene la coperta in cui era avvolto superman da bambino e che sarà il nuovo mantello di Supergirl.

La seconda ci rivela chi è la “villain” dalla stagione ed è niente di meno che la zia di Kara.
Penso non ci sia altro da dire; questa prima puntata mi è piaciuta molto e come introduzione a quella che sarà poi l’intera stagione, non è male. La trovo fatta molto bene.

Perciò ecco a voi il promo della prossima puntata e vi do appuntamento alla prossima settimana!

A cura di
Martina


Un saluto alle affiliate: • Melissa Marie Benoist •Supergirl Serie TV Italia