RECENSIONE Chicago P.D. 3×01

Chicago P.D. RECENSIONI SERIE TV
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Chicago P.D. è tornato con la sua terza stagione, primo fra i tre show targati Dick Wolf legati alla città dell’Illinois.

Che dire? Aspettavo con ansia questa premiere e devo dire che nel complesso mi è piaciuta.
Ma parliamone un po’.
L’azione riprende esattamente da dove l’avevamo lasciata alla fine della stagione due: dopo la morte di Nadia (Stella Maeve), Erin (Sophia Bush) cade in depressione, avvicinandosi perfino alla madre che odia e dando le dimissioni dal corpo dell’Intelligence con l’estremo disappunto di Voight (Jason Beghe), che tenta in tutti i modi di far ragionare la sua figlioccia.
Kim (Marina Squerciati) e Adam (Patrick Jay Flueger) si sono fidanzati ufficialmente, mentre Alvin (Elias Koteas) scopre di avere una figlia che si trova in riformatorio.

In questa prima puntata vediamo una Erin completamente alla deriva, è tornata a drogarsi e non intende tornare in polizia, come invece Jay vorrebbe. Il suo ex partner, infatti, non demorde, tentando di convincerla a tornare, senza però avere successo.
Ed ecco una cosa che non mi è molto piaciuta: perché Jay sembra l’unico a “lottare” per riaverla in squadra? Non che io pensi che gli altri non si curino più di Erin, ma lui è stato l’unico a cercarla!
Ma il team di Voight non si ferma mai, e, come ormai siamo stati abituati nelle stagioni precedenti, ci troviamo davanti un nuovo caso per l’Intelligence.
Devo dire che per quanto non apprezzi molto il genere poliziesco, Chicago P.D. si differenzia dagli altri show dello stesso stampo anche grazie all’azione che contraddistingue ogni puntata.
Basti pensare che questa 3×01 si è aperta con un’aspirante suicida si è conclusa con una battaglia in piena regola.
Lo schema resta lo stesso: c’è un cattivo in città e la polizia vuole fermarlo, questa volta facendo leva su uno dei suoi scagnozzi accanto al quale viene affiancato Jay.
Ovviamente qualcosa va storto e lui viene rapito e torturato.
Ed è qui che Erin capitola.
Avvisata da Alvin (meno male, aggiungerei!) si offre volontaria per affrontare i malviventi portando loro i documenti richiesti in cambio della vita di Jay.

Personalmente amo il personaggio di Erin, è così forte e determinata, sempre pronta a mettersi in gioco e ho trovato la Bush semplicemente sensazionale.
Ha creato un personaggio formidabile, e l’ha lentamente disintegrato mostrando l’umanità e la vulnerabilità del detective Lindsay.
Trovo sia stata bravissima, soprattutto nella scena con Voight, dove i due si confrontano dopo le dimissioni di lei, si percepiscono perfettamente la delusione di Hank nel vedere la sua protetta regredire alla vita che aveva faticosamente abbandonato e la frustrazione di Erin, che tenta di non sprofondare nella depressione.
Per fortuna, Voight accetta e lei riesce alla grande, non solo affronta i malviventi, ma salva la vita a Jay, quando le cose si mettono male.
Fantastica la scena del combattimento e lo scambio di sguardi tra Erin e Jay, che, sono sicura, ritroveranno la loro complicità.
A fine episodio, Lindsay chiede ad Hank di tornare, fare la poliziotta è la sua vocazione, anche se ci è voluto il rapimento di Jay a farle capire quanto sia importante per lei ma Voight è di un altro avviso, la adora ma lei l’ha deluso e le pone delle condizioni per accettare il suo ritorno: deve disintossicarsi e tagliare i ponti con sua madre.
Ce la farà?
Personalmente, credo che dire addio alla madre sarà più complicato del previsto per Erin, nonostante sappia quanto sia nociva ma Bunny è decisamente un cancro e lei, in fondo, ha già un padre che le guarda le spalle.
Non dimentichiamo, in tutto questo, che Atwater (Laroyce Hawkins) è ufficialmente diventato il testimone di nozze di Adam! Ma da quando sono così amici? E io che avrei scommesso che lo avrebbe chiesto ad Alvin, con cui ha condiviso molto più che con Atwater.
Alvin, nel frattempo, ha pagato la cauzione di sua figlia Michelle (Madison McLaughlin, già apparsa in Supernatural), ma l’ha lasciata andare via, anche se sono certa che si farà rivedere.
In più, sembra che Roman (Brian Geraghty) nasconda qualche segreto, quando Kim trova nella sua borsa una siringa.
Altro da aggiungere?
Sì.
C’è una cosa che adoro, ossia il fatto che il Molly’s, nato in Chicago Fire, sia ormai un punto di ritrovo per i tre show di Wolf, un mezzo con il quale i diversi personaggi si relazionano.
In conclusione…vogliamo parlare dell’album rigorosamente anni ‘80 da wedding planner che la Platt regala a Kim?!
E di Burgess che, tenerissima, stringe al petto l’album che racchiude tutti i sogni di una Trudy che non si è ancora sposata?
Sembra una cosa un po’ triste, ma ricordiamoci che lei è la fidanzata di Mouch!
Non tutto è perduto, potrebbe ancora servirti, Trudy!

Per ora è tutto, vi aspetto alla prossima recensione e vi invito a passare dalle pagine affiliate!

Denise


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