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RECENSIONE Chicago Med 3×19

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Chicago Med al suo giro di boa

Definire questa puntata di Chicago Med bella sarebbe troppo.

È stata una puntata carina, ma le puntate belle sono altre.

Diciamo che al momento vedo le serie come una parabola: si arriva al punto massimo prima del completo tracollo.

Capiamoci, con tracollo io intendo i disastri che avverranno nel season finale, non altro.

Ebbene sì, avremo una quarta stagione! Quindi vi posso dire con certezza che sarete obbligati a sopportarmi ancora un anno, allegria!

Scherzi a parte, non sono convinta che sarà un season finale indolore, basta guardare le serie sorelle #mannaggiaavoi.

Anzi, sono convinta che il sadismo arriverà alle stelle, ma solo alla prossima recensione sarò smentita.

Adoro come questa stagione di Chicago Med sia stata più aperta, dando spazio davvero a tutti i personaggi.

Credo che storie come quelle di Ethan, fino alla scorsa stagione, ce le saremmo sognati.

È sempre stato un personaggio troppo di nicchia per essere un regular, quindi aveva bisogno di ossigeno.

Aveva bisogno che qualcosa lo coinvolgesse, esattamente come gli altri, nella trama ospedaliera e così è stato: l’arrivo di Arden Cho è stato una manna dal cielo.

La combinazione di storyline fidanzata + sorella è stato quello che mi ha fatto riscoprire questo personaggio una volta per tutte.

Ethan Choi è un personaggio da scoprire.

Non sarà interessante tanto quanto un Will o un Connor, ma ha del potenziale e va sfruttato.

Al contrario dei due sopracitati, Ethan sembra fin troppo riflessivo, basandosi su connessioni logiche che ha davanti.

Ethan crede fino in fondo alla bontà della gente ma quando smette, diventa di ghiaccio.

Credo che il più grande difetto del personaggio sia essere poco espressivo, ha un volto molto marmoreo, ecco.

Gli manca quel quid in più per coinvolgere realmente il pubblico.

Quid che sicuramente non manca a Connor.

Connor è testardo, forse troppo, e questo episodio lo dimostra.

Crede a pieno in quello che fa, ma basta un minimo errore a far crollare il suo castello di carte.

Dovrebbe trovare un equilibrio.

Nel senso, è un chirurgo, non può salvare sempre tutto e tutti, deve accettare che nel suo lavoro c’è anche la morte.

Non è un supereroe (ogni riferimento ad Arrow è puramente casuale) quindi non può pretendere di spaccare sempre il mondo.

La sua carriera è fatta di tantissime vittorie e altrettante sconfitte, deve accettarlo.

Ed è per questo che penso che Ava sia la persona più giusta per lui.

Ava ha un carattere forte, ma sa convivere coi suoi errori molto meglio di quanto sappia fare lui.

Sono un buon match, io aspetto sviluppi.

(Lo sapevate che lei era regular? Perché io non lo sapevo?)

Non so come esprimermi sulla questione Manstead e sulla questione Sarah.

I primi due vivono nel loro mondo parallelo in cui hanno gli occhi a cuoricino per qualsiasi cosa… mannaggia a te Will Halstead.

Io sta cosa dell’anello non l’ho ancora superata, né mai lo farò.

Quell’anello porta una sfiga allucinante, Sophia Bush insegna.

E dirò solo questo, la negazione è ancora troppo forte.

Per quanto riguarda Sarah… da quanto suo padre è più psicotico del previsto? No perché io guardo tutti gli episodi, ma son convinta di perdermi dei pezzi per strada.

Da quando è un serial killer folle?

Non capirò mai cosa succede.

Al season finale!

Un saluto alle nostre affiliate Chicago Med Italia One Chicago Daily  Telefilm Dipendenti Rhodestead – Dr. Rhodes & Dr. Halstead Chicago Trilogy Serial Lovers – Telefilm Page Nick Gehlfuss Italia

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Sara Labbate

Diciottenne, shippatrice seriale, vige il motto "Dove vai se la ship non ce l'hai?" Credo nel karma ma non ho ancora capito come funzioni, ahimè. Direi che sono riassumibile in una semplice frase: "la gente non nasce asociale. Lo diventa quando le serie TV danno più gioia delle persone."