Avengers Infinity War

Avengers: Infinity War – “non male per la fine del mondo”

CINEMA SPOILER
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ATTENZIONE: quella che state leggendo non è una recensione, ma un commento molto personale, pieno zeppo di spoiler e molto emotivo di Avengers: Infinity War.

 

Finalmente, dopo giorni passati a fare il salto dello spoiler, ho visto anche io il terzo capitolo crossover del Marvel Cinematic Universe, Avengers: Infinity War.

Per gli appassionati, la Marvel è stata in grado di creare un universo vivo e appassionante che dopo 10 anni è ancora in grado di stupire. Infinity War, non è solo un film che raggruppa tutti quei personaggi e quegli attori che amiamo, è un evento. È la fine di un’era e l’inizio di un’altra. A 10 anni dall’uscita di Iron Man siamo ancora qui a gioire e soffrire, a ridere e a versare qualche lacrima (sì l’ho fatto) mentre i nostri eroi preferiti affrontano la più grande minaccia di sempre: Thanos.

Questa non sarà una recensione, ne ha già scritta una molto bella e spoiler free la nostra bravissima Sara, ma solo un commento appassionato e molto emotivo di quello che più mi è piaciuto e più mi ha fatto soffrire. Vi ricordo che questo articolo è pieno zeppo di spoiler quindi se non avete visto il film fuggite ora!

“The sun will shine again on us brother”

Il film inizia in medias res, poco dopo gli eventi che concludono Thor: Ragnarok. Thanos ha ucciso i pochi asgradiani riusciti a fuggire a Hela e la prima vittima illustre è Heimdall. Quello è già stato un colpo basso per la mia emotività, ma la mazzata per me arriva proprio a pochi minuti dall’inizio. Per salvare suo fratello Thor, Loki dà il Tesseract a Thanos che entra così in possesso di un’altra gemma. In un ultimo tentativo di sconfiggere il Folle Titano, Loki finge di giurargli fedeltà per poi tentare di pugnalarlo. È tutto inutile e Thanos soffoca Loki. Il dio degli inganni se ne va così, dopo pochissimi minuti e con una morte che non ha il pathos che un personaggio come lui avrebbe meritato.

Questa è l’unica cosa che mi ha fatto storcere il naso. La morte di Loki me la aspettavo e il mio subconscio l’aveva accettata già da un po’, ma un personaggio così importante avrebbe meritato più spazio. L’addio di Tom Hiddleston al personaggio che lo ha reso celebre però è stato commovente, soprattutto dato che Loki è sempre stato nella top 3 dei miei personaggi preferiti. Le lacrime nei suoi occhi mentre dice silenziosamente addio al fratello imprigionato e quel “figlio di Odino” pronunciato fieramente indicano quanto Loki sia cambiato e maturato nel corso dei vari film.

Purtroppo questa volta temo che Loki sia morto davvero, ma è giusto così. Per quanto mi costi dirlo, il percorso di Loki è terminato. Sarebbe una forzatura troppo grande riportarlo in vita.

“It’s alright”

Wanda e Visione insieme mi piacciono un sacco, mi sono sempre piaciuti. Dopo i fatti di Civil War i due hanno vissuto insieme in Scozia, ma la felicità non dura molto. Il fatto che Visione abbia incastonata sulla fronte la Gemma della Mente lo rende un target per Thanos. Già mi aspettavo un sacco di sofferenza per loro. E infatti così è stato.

Il fatto che Wanda sia costretta a distruggere la gemma per non farla prendere a Thanos poiché è l’unica abbastanza potente per farlo, è già abbastanza tragico di per sé. Aggiungiamoci poi Visione che le sussurra “It’s alright” mentre lei lo sta fondamentalmente uccidendo e io ammetto che mi sono venute le lacrime agli occhi. Il colpo di grazia: Wanda costretta a veder morire Visione non una, ma ben due volte dopo che Thanos ha modificato il tempo per poter prendere la gemma. I miei poveri feels!

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50 sfumature di Thanos

Le aspettative per un villain come Thanos erano alte. Per anni, la Marvel ha lanciato indizi preparando il campo al suo arrivo e devo dire che non ha fallito. Oltre ad essere un villain coi fiocchi e realmente pericoloso, Thanos è anche interessante dal punto di vista della caratterizzazione. Ultimamente la Marvel era stata un po’ carente nel delineare i propri villain, ma con Thanos si è fatta perdonare. Ho apprezzato la scelta di mostrare anche il lato più umano di Thanos nel suo rapporto con la “figlia” Gamora. Certo, poi sappiamo tutti come è finita. Però, le lacrime che ha versato e la visione finale di Gamora bambina gli danno una sfumatura in più.

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“I don’t want to go”

Chi mi conosce sa che non ho mai apprezzato più di tanto Tony Stark, ma in Infinity War invece l’ho visto sotto una luce differente. Credo che gli eventi di Civil War lo abbiano segnato profondamente. Dietro alla maschera di persona sicura di sé si celano ormai, dopo tutto quello che è successo, la sofferenza e il dolore di chi ha perso molto. Ultimo in ordine di tempo, un “rivale” che è in realtà sempre stato anche un amico. La cosa che più mi sta piacendo di Tony è il suo rapporto con Peter Parker. Il “bimbo-ragno” non è solo il suo protetto, non è solo – in un certo senso -la sua ultima creazione. Quello che unisce Tony e Peter è soprattutto un legame tra padre e figlio. Per quanto Tony si sforzi di nascondere l’affetto che prova per Peter dietro a un atteggiamento da mentore distaccato, sappiamo tutti che tiene a lui profondamente.

Il momento in cui Peter svanisce e si rivolge disperato a Tony mi ha spezzato il cuore e di nuovo mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi. L’usuale ottimismo di Peter si trasforma in uno sguardo di disperazione e di paura che Tony non può che tentare di consolare impotente. L’inevitabilità di quello che sta succedendo è accompagnata da quel “I don’t want to go” che richiama alla mente la stessa frase pronunciata da Ten (in Doctor Who) durante la sua rigenerazione e che quindi è un doppio pugno nello stomaco. Per quanto mi riguarda è sicuramente uno dei momenti più devastanti di Infinity War.

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“Steve”

E per restare in tema di momenti devastanti, ecco a voi la scena in cui il mio cuore ha perso un battito e che mi ha fatta saltare sulla poltrona del cinema. Quel “Steve” incredulo pronunciato da Bucky mentre comincia a dissolversi a causa di Thanos, mi tormenterà da qui alla fine dei miei giorni! Steve e Bucky sono in assoluto i miei preferiti nel MCU, amo il rapporto di amicizia che li lega da sempre e amo come ci siano sempre stati l’uno per l’altro.

Quello che emerge dall’ombra in Infinity War non è il Capitan America che abbiamo imparato a conoscere e amare. Anzi, non è Capitan America proprio per niente. E’ Steve Rogers e basta e così si presenta a Groot. In Civil War non ha abbandonato solo lo scudo, ma anche un ruolo nel quale non crede più (e per il quale probabilmente non si sente più degno). Nei suoi occhi ci sono disillusione e solitudine che vengono spazzati via solo nel breve momento in cui riabbraccia Bucky. Ma poi è destinato a perderlo un’altra volta proprio davanti ai propri occhi.

Quando Thanos schiocca le dita e spazza via mezzo universo, Bucky è il primo ad andarsene e a svanire nell’aria. Ecco perché è l’evento che mi ha sconvolta e ferita di più: perché quel “Steve” pieno di sorpresa è un addio più che una richiesta di aiuto e perché per me è stato assolutamente inaspettato. Quel “Steve” rappresenta anche l’addio di tutti gli altri destinati dal fato ad andarsene. Steve, accasciato impotente sul corpo di Visione, rappresenta il dolore e l’impotenza di tutti coloro che hanno visto svanire nel nulla metà dei propri compagni e amici.

E ora?

Ovviamente in Avengers 4 buona parte di quelli che sono spariti ritorneranno, se non forse tutti, quindi non sono particolarmente preoccupata per questo. Ma nel frattempo quel “Steve” ha un anno di tempo per tormentarmi.

Ora è il momento di disperarsi per gli eroi che abbiamo perso, di tuffarsi nelle teorie di ciò che potrebbe accadere, di conoscere meglio Thanos, di vedere e rivedere Infinity War!

Diteci nei commenti quali sono stati i momenti che avete preferito. Quali sono quelli che più vi hanno fatto soffrire e quelli che vi hanno fatto ridere di gusto! E quelli che più vi hanno stupito?

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