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RECENSIONE Chicago Med 3×15

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Tra cuore e ragione: questo è Chicago Med.

Buongiorno popolo di Chicago Med, sappiate che rispetto alla settimana scorsa sono ottimista.

Perché? Beh, questo episodio nel suo essere strano ha dato due o tre spunti splendidi.

Nel complesso lo trovo un episodio carino, forse un po’ assente sotto alcuni aspetti, ma perfetto, a modo suo.

Capiamoci, i casi sono stati tutti estremamente interessante, anche se uno nello specifico mi ha reso orgogliosa.

Ho sempre pensato che la trama medica fosse la forza della serie, e continuo a confermarlo.

Quando quelle menti geniali del team Wolf si applicano eccome se danno frutti.

Trovo che in un qualsiasi medical drama, i casi trattati debbano avere il loro peso e non essere solo background.

I casi medici, il più delle volte, sono quelli che danno il maggior insegnamento.

Perché oggi, a mio parere, Connor Rhodes ha dato una lezione a tutti.

Connor ci ha mostrato come, a volte, seguire l’istinto è meglio che seguire la massa.

Trovo ad oggi che questo personaggio sia a dir poco meraviglioso, nonostante le mille problematiche.

Connor è uno dei pochi, forse l’unico, in cui ho visto una costante crescita, un continuo mettersi in gioco.

Agli albori di questa serie, avevo sicuramente più speranze in Will che nello stereotipo del chirurgo arrogante e belloccio, ma mi sono ricreduta a pieno.

chicago med

Il personaggio di Connor ad oggi in Chicago Med è quello sviluppato meglio, in tutti gli ambiti.

Ha avuto una crescita professionale ed emotiva impressionante, e mettere davanti la vita di due esseri umani alla carriera lo dimostra.

Connor è disposto sempre a portarsi agli estremi, solo per fare del bene e non per nutrire il suo ego.

È il dottore con la via d’uscita, l’alternativa sempre pronta, che non si da mai per vinto.

Connor ha fiducia nei colleghi, ma soprattutto ha fiducia in sé stesso.

Connor è un personaggio che sa quanto vale e non smette di dimostrarlo.

Trovo davvero che il lavoro di Colin sia magistrale, perché piano piano mi sta entrando nel cuore il suo personaggio.

(Avevo promesso non sarebbe più successo, dopo Erin Lindsay.)

Per quanto riguarda Maggie, niente da dire sul caso, che si è risolto come era giusto, ma sul comportamento, meh.

Non mi ha fatto impazzire, odio questi mezzucci evidentemente forzati.

Mi ha incuriosito molto il caso di Sarah e del dr. Charles, perché comunque tratta un argomento che al momento sta prendendo piede.

Oggi, in un mondo più irrazionale che mai, la possessione demoniaca sembra sempre più plausibile.

Ho apprezzato come dietro cose di “fantasia” ci fosse un reale trauma, un qualcosa di reale e solido.

Che poi, la finezza di inserire quella determinata storia, touchè.

(Per chi non sa, vada a leggersi la storia controversa dietro Alice in Wonderland di Carroll)

Tuttavia continuo a non apprezzare la storyline di Sarah, mi sembra una strada molto kamikaze, ecco.

Trovo che l’unico scopo sia fare uscire di testa la ragazza, senza darle reali insegnamenti.

Odio queste trame messe lì per creare scompiglio, senza capo né coda.

Così come non mi è ancora chiara l’idea della trama di Natalie/Will e Ethan/Emily.

Cioè, qualcuno mi da qualche dritta? Che vogliamo fare?

Perché a me sto limbo non piace, o si va nel drama assoluto, con posate che volano annesse, o basta, mollateci.

Non mi piace il grigio, o bianco o nero.

Un saluto alle nostre affiliate Chicago Med Italia One Chicago Daily  Telefilm Dipendenti Rhodestead – Dr. Rhodes & Dr. Halstead Chicago Trilogy Serial Lovers – Telefilm Page Nick Gehlfuss Italia

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Sara Labbate

Diciottenne, shippatrice seriale, vige il motto "Dove vai se la ship non ce l'hai?" Credo nel karma ma non ho ancora capito come funzioni, ahimè. Direi che sono riassumibile in una semplice frase: "la gente non nasce asociale. Lo diventa quando le serie TV danno più gioia delle persone."